Scuole senza barriere, partono gli interventi: 300 mila euro per ascensori e servoscala

Il Comune finanzia i primi lavori per rendere più accessibili gli edifici pubblici. Coinvolti alcuni plessi di Quinto, Pegli, Borgoratti e Pra’. Massimo Ferrante: «L’accesso ai servizi deve essere garantito a tutti»

Trecentomila euro per superare gli ostacoli che, ancora oggi, possono rendere difficile o persino impedire l’ingresso in una scuola o in un edificio comunale alle persone con disabilità e a mobilità ridotta. La Giunta di Genova ha approvato il progetto di fattibilità tecnico-economica per una serie di interventi sugli impianti elettromeccanici del patrimonio pubblico, assegnando la priorità alle strutture scolastiche.

Il provvedimento, presentato dall’assessore ai Lavori pubblici e alle Manutenzioni Massimo Ferrante, prevede l’installazione di piattaforme elevatrici e mini-elevatori sia all’interno sia all’esterno degli immobili. Saranno inoltre collocati servoscala a piattaforma, utilizzabili per superare dislivelli fino a quattro metri, mentre gli ascensori già presenti potranno essere sostituiti o adeguati alle norme sull’accessibilità.
Le opere saranno realizzate attraverso un accordo quadro e interesseranno gli edifici già individuati dal Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche del Comune di Genova. La formula permetterà di scegliere, caso per caso, la soluzione più adatta alle caratteristiche di ogni struttura.
I primi interventi, ancora in fase di studio, riguarderanno la scuola secondaria di primo grado “Durazzo” di Quinto, la “Rizzo” di Pegli, la primaria “Lombardo Radice” di Borgoratti e alcune sedi dell’Istituto comprensivo Pra’.
«Con questi lavori puntiamo a estendere e rafforzare l’accessibilità del patrimonio pubblico alle persone con disabilità e a mobilità ridotta», spiega Massimo Ferrante. Lo stanziamento iniziale riguarda il 2026, ma il Comune annuncia ulteriori risorse per il 2027 e il 2028.
L’obiettivo è intervenire progressivamente sugli immobili comunali, con un’attenzione particolare alle scuole, affinché gradini e dislivelli non rappresentino più un limite alla partecipazione. «Garantire a chiunque la possibilità di accedere ai servizi pubblici significa promuovere il benessere e l’inclusione di tutti i cittadini», conclude Massimo Ferrante.
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